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Grecia e Roma viste con gli occhi dell’Islam

L’ultimo libro di Marco Di Branco, realizzato con il contributo del Cnr, getta nuova luce sull’influenza che la cultura classica esercitò nei confronti dell’Islam dei primi secoli. Uno studio utile anche per comprendere le attuali relazioni tra musulmani e Occidente.

Non solo scienza e filosofia. L’Islam delle origini ha attinto e tratto ispirazione anche dall’arte, dalla letteratura e dalla storiografia greca e latina, usando spesso fonti cristiane. È quanto conferma il saggio ‘Storie arabe di Greci e di Romani - La Grecia e Roma nella storiografia arabo-islamica medievale’, scritto da Marco Di Branco e stampato con il contributo del Dipartimento patrimonio culturale (Dpc) del Consiglio nazionale delle ricerche. Il libro, pubblicato da Plus Pisa University Press, è stato presentato il 31 marzo presso la Società geografica italiana (Palazzetto Mattei in Villa Celimontana - Via della Navicella, 12 - Roma).
“È la prima volta che un saggio esplora la cultura greca e romana dal punto di vista della storiografia arabo-islamica medievale fra l’VIII e il XIV secolo”, afferma Roberto Reali, del Dpc-Cnr. “Per il mondo arabo la traduzione dei classici non è una mera curiosità culturale, ma un vero e proprio strumento di conquista intellettuale, che corre parallelo a quello militare. Il califfato abbaside, per proclamare la superiorità della cultura islamica rispetto a quella romana, addebita alla nuova religione cristiana l’oblio della grecità classica, di cui il nuovo impero musulmano si appropria a fini politici di conquista”.
Lo studio mostra come traduttori e studiosi assimilarono le storie, riproponendole attraverso il filtro della cultura araba. Indicativa di questa operazione è la descrizione della Roma imperiale: “Essa possiede tre lati sul mare: l’orientale, il meridionale e l’occidentale (…) Vi sono inoltre quarantamila bagni. Nella città si trova una chiesa paragonata al Sion di Gerusalemme, la cui lunghezza è di un miglio”. “Questa descrizione - prosegue Reali - richiama evidentemente non Roma, ma il corno d’oro e la chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli. Quella che può sembrare però una identificazione errata è il sintomo di una ‘utile’ confusione tra la Roma latina e quella d’Oriente”.
Dalla leggenda di Alessandro Magno, assimilato al continuatore della dominazione egiziana attraverso l’espansione dell’ellenismo nelle terre appena conquistate dall’Islam, alla conversione di Costantino, il libro ricostruisce l’universo greco-latino attraverso gli occhi del mondo arabo, offrendo un punto di osservazione privilegiato anche per leggere e interpretare le dinamiche contemporanee del rapporto fra musulmani, Occidente e cristianesimo. Singolare anche notare come, “parallelamente, nel momento in cui l’interesse dei musulmani nei confronti della cultura greco-latina si svincola da finalità politiche, il mondo islamico inizia la codificazione della legge religiosa, la sharia”, conclude Reali.
All’incontro, moderato da Tullio Gregory, hanno preso parte Roberto de Mattei, vicepresidente del Cnr e Franco Salvatori, presidente della Società geografica italiana. Tra gli esperti, sono intervenuti padre Maurice Borrmans, direttore del Pontificio Istituto di studi arabi e di islamistica, Carmela Baffioni, storica della filosofia islamica, l’imam Yahya Pallavicini (Comunità Religiosa Islamica) e Gianfranco Fioravanti, storico della filosofia medioevale.

Fonte: Ufficio Stampa CNR
Foto tratta da:
www.iraqweb.it

Pubblicato il 24/4/2010 alle 2.5 nella rubrica Recensioni.

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