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Nani, trote e ballerine


11 novembre 2009

Tutti solidali con la Ministronza? Mecojoni!

La pubblicazione di un libro di vignette satiriche puo diventare un caso solo in paese a coscienza limitata come il nostro. Le vignette di Alessio Spataro possono piacere o non piacere, ma alla fine sono soltanto vignette. Eppure succede che in Italia non ci si indigna per l'ennesima legge ad personam, ne' per le infiltrazioni delle mafie nei gangli della politica o per la disperazione di chi si trova improvvisamente senza lavoro. No, ci si indigna, anzi ci si incazza, per una striscia che prende per i fondelli il potere.
Dispiace davvero che alle grida di dolore dei vari Fini, La Russa, Bonaiuti, La Loggia e Cicchitto si siano aggiunte quelle di persone di ben altro spessore culturale e morale. Per Rosi Bindi «la satira diverte, morde e può anche far male ma se è satira intelligente non scade mai nel turpiloquio o nell'insulto gratuito», ma se fosse davvero così - dico io - riviste come "Il Male" e "Tango", per parlare del passato, o "il Vernacoliere", per restare al presente", non sarebbero mai andate alle stampe. Per una volta devo dissentire anche da Paola Concia, a cui Il libro di fumetti sulla Meloni «sembra un'operazione molto misogina». Il centro della satira di Spataro non è la Meloni in quanto donna, ma la Meloni ministo. Come in ogni satira che si rispetti si accentuano le caratteristiche del soggetto fino a deformarle e renderle paradossali. Ci scandalizziamo perchè la Ministronza, da buona fascista, vive nelle fogne circondata da topi? E cosa c'è di strano? Quello è il loro habitat ideale, con tutto il rispetto per le pantegane. Spero di sbagliarmi ma ho come l'impressione che sia scattata una sorta di solidarietà tra "colleghe", acritica e aprioristica, a scapito della sempre necessaria tutela della libertà di espressione. Peccato, perchè vedere Rosi Bindi e Paola Concia accompagnarsi al coro di regime della Carfagna, della Prestigiacomo e della Gelmini, fa male al cuore.

A me, invece, convince quanto scritto dallo stesso Spataro: «tale giorgia meloni, ministra, intervistata da grazia con domande dichiaratamente filtrate dal proprio addetto stampa, dice che voleva scrivermi, ma non l'ha fatto perché questo blog è volgare. Per il vocabolario il volgo è la parte infima del popolo. Per me la parte infima del popolo della libertà è la gente che passa la propria gioventù a commemorare i giudici antimafia e poi si ritrova in un partito che considera eroe il boss mafioso mangano. Oppure la gente che condanna del ventennio fascista solo le leggi razziali e l'entrata in guerra».

da vedere: Giorgia Mecojoni la Ministronza, episodio 1


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permalink | inviato da Zadig il 11/11/2009 alle 23:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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