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28 febbraio 2006

Chi è causa del suo mal ...

Uno schiaffo all'Italia

Romano Prodi attacca senza mezzi termini la fusione tra Gaz de France e Suez: «Basta con le asimmetrie. Se Parigi non apre le porte del mercato, l’Italia deve bloccare le acquisizioni francesi in Italia». Il leader dell'Unione è un fiume in piena: «Se questo Governo, invece di spingere per la nomina di Buttiglione a commissario, avesse difeso la poltrona di Mario Monti alla concorrenza europea contro i veti di Francia e Germania, probabilmente oggi non saremmo ridotti così». E per quanto i vari Bondi, Cicchitto e Bertolini si affaninno nel disperato tentativo di scaricare le responsabilità di questo fallimento sul centrosinistra, è chiaro a tutti che siamo di fronte all'ennesimo suicidio politico del centrodestra nostrano. Mario Monti, ex commissario europeo alla concorrenza, ha dichiarato che «Dal punto di vista dell'Enel e dello Stato italiano, la lucidità avrebbe suggerito, ieri, che l'intenzione di Enel di lanciare un'Opa ostile non venisse preannunciata». Enel e Governo, nella sostanza, si sono comportati da sempliciotti sporvveduti. Anche perché, conoscendo le nuove norme francesi sull'Opa, avrebbero dovuto muoversi con più attenzione. 
Nonostante lo schiaffo ricevuto dalla Francia l'iniziativa del governo italiano continua a latitare, come ci ricorda Emma Bonino: «Peccato che stamattina (ieri nda) nessun ministro né sottosegretario si è presentato al Consiglio affari generali, dove all'ordine del giorno c'era proprio la preparazione dell'agenda del Consiglio europeo del 23 e 24 marzo sui temi economici e gli obiettivi di Lisbona su sviluppo e competitività».
In ogni caso la nuova legge francese è 
all'esame della Commissione europea e adesso la Francia rischia di incorrere in una procedura d'infrazione. Naturalmente, il suo vaglio non potrà esigere più «liberalismo» di quello, scarso, presente nella direttiva europea sull'Opa, varata sotto presidenza italiana nel 2003. Una direttiva molto blanda voluta dal centrodestra italiano che si è opposto alle norme più severe proposte a suo tempo dalla commissione Prodi. L'incoscienza del centrodestra nostrano ha fatto sì che mentre a Strasburgo gli uomini del Polo svuotavano l'Opa europea, a Roma abrogavano la norma introdotta dal governo Amato, lasciandoci praticamente in braghe di tela: adesso  abbiamo una legge che lascia venire gli stranieri in Italia mentre a noi, negli altri paesi, non ci lasciano entrare. Così le contromisure minacciate dal governo italiano per bloccare le Opa straniere su aziende italiane appaiono dettate più da spirito propagandistico che non da una reale possibilità di intervento. Del resto l'UE ha già messo in guardia sulle controversie che un tale atteggiamento finirebbe inevitabilmente per aprire.
Di certo il ritorno del nazionalismo economico lascia intravedere scenari inquietanti  ed indebolisce l'idea stessa di Europa. La fragilità delle istituzioni europee è oggi il risultato dei continui attacchi che l'Unione Europea ha dovuto subire da parte del centrodestra: dalla guerra in Iraq alla polemica sull'Euro, passando per le continue rivendicazioni protezionistiche del governo italiano. Ma ci sono altri due elementi, che alla fine forniscono un alibi al governo francese: la scarsa credibilità dell'Italia in campo internazionale e la cialtroneria delle nostre imprese sorretta da un sistema di norme molto indulgenti con i truffatori.
A demolire la credibilità poltica dell'italia ci hanno pensato Berlusconi, basti pensare all'incidente con
Schulz o alle dichiarazioni su Mussolini rilasciate alla rivista inglese "The Spectator", il ministro Tremonti, con la barzelletta dell'Euro di carta, il ministro Buttiglione, con la sua proposta di reintrudurre misure discriminatorie contro gli omosessuali, i leghisti Borghezio, Salvini e Speroni, con la vergognosa contestazione a Ciampi durante il discorso del Capo dello Stato al Parlamento europeo. Mi fermo qui ma la lista potrebbe continuare fino ad occupare diverse pagine del blog. Aggiungo soltanto due parole sull'ultima trovata di Berlusconi che, sfidando i sentimenti antifascisti dell'Europa intera, ha avuto la faccia tosta di arruolare tra le sue fila gruppi neonazisti in doppiopetto e manganello. Berlusconi, solo pochi mesi fa, si nascondeva dietro dichiarazioni di circostanza, tanto scontate quanto menzognere: «Mai come oggi tra Italia e Francia esiste un sentire comune sui problemi dell’Europa e sulle grandi sfide internazionali. Da parte dell’Italia ci sono sempre stati grande simpatia e rispetto per la Francia. Non c’è Paese che sentiamo più vicino a noi». Ma facendo la corte a Saya, amico di Lepen, il Cavalier Perdente ha dato uno schiaffo al Presidente francese Chirac che, non dobbiamo dimenticarlo, è stato eletto con i voti della sinistra proprio per contrastare il neofascista Lepen.
Sulla cialtroneria delle nostre imprese e del sistema creato a copertura dei furbetti non spendo che poche parole: Parmalat, Cirio, Ricucci e Fiorani, Fazio, la Banca d'Italia coinvolta nel malaffare e leggi come la riforma del falso in bilancio la dicono lunga sul livello di credibilità delle nostre istituzioni economiche e finanziarie.
Chiudo con un 
pensiero del vecchio cancelliere tedesco Kohl, uno dei pochi politici di destra che ho sempre ammirato, che ha il grande merito di aver riunificato la Germania,  di aver creduto nell'europa e nello stato sociale:  «All'Europa manca l'Italia per questo sostengo Prodi».

sto ascoltando: So (Peter Gabriel)


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