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Diario


13 dicembre 2010

Fini con le mutande in mano. Si prepara ad andare all'inferno a spengere le fiamme col culo?

Oggi abbiamo assistito al triste spettacolo di Gianfranco Fini, ridotto a tentare un'impossibile mediazione che sa tanto di resa. Com'è possibile che si sia arrivati a questo punto? Berlusconi, fino a venti giorni fa, sembrava un pugile suonato.
Sputtanato da prostitute d'altobordo di cui era
"utilizzatore finale", indebolito dalle inchieste sui torbidi affari dei suoi fedelissimi: deputati, senatori, sottosegretari, dirigenti di partito. Spaventato dall'indagine sulla loggia P3 che ha coinvolto il solito Verdini e travolto un magistrato amico. Infuriato per le indagini su Finmeccanica al punto da proferire una difesa d'ufficio, a dire il vero tanto incomprensibile quanto sospetta. Contestato in Veneto al grido "A voi donne e festoni, a noi fango e alluvioni"  e in Abruzzo da manifestanti che espongono cartelli "tu bunga bunga, noi macerie". Ssputtanato sulla vicenda dei rifiuti di Napoli, al punto da dare di matto in diretta telefonica a Ballarò, sbeffeggiato dagli studenti in rivolta in tutte le piazze d'Italia, il Caimano sembra sul punto di soccombere.
Berlusconi è talmente preoccupato che ormai vaneggia e propone un improbabile scioglimento della
sola Camera dei Deputati, attacca con estrema violenza la Corte Costituzionale e persino il Capo dello Stato con un "ce ne freghiamo" di triste memoria uscito dalla bocca del fido Verdini.
Sembrava bollito e forse lo era. Ma i suoi avversari hanno sottovalutato, per l'ennesima volta, le sue grandi capacità di reazione. Che sono dovute in gran parte al suo enorme potere economico e mediatico, ma anche all'incapacità delle opposizioni: concedergli 15 giorni di tregua parlamentare, con una inedita quanto vergognosa
chiusura della Camera dei Deputati, è stato un errore da pivelli. Mai lasciare un piccolo spazio al Caimano, perchè lui sa come allargarlo fino a farlo diventare una voragine. Essere politicamente corretti con lui non paga, come sanno Veltroni e D'Alema.
Berlusconi ha utilizzato bene questo tempo regalato, logorando chi credeva di averlo messo all'angolo. Ha rimesso in moto il "suo" PDL, con iniziative a sostegno della raccolta di
firme contro i "traditori" finiani, ed ha rilanciato la propaganda dando nuovo fiato ai vari Capezzone e Buonaiuti, schierando in prima fila l'enorme potenziale di fuoco mediatico di cui dispone.
Una balla dietro l'altra, sapientemente replicata, ripetuta all'infinito come vuole Il Principe di Machiavelli, e il clima all'improvviso volge a suo favore. Il Caimano torna in sella, incassa la cambiale vaticana e crea il terreno per acquisire consensi anche alla Camera, con promesse che in qualche caso pagherà lui e in altri - la maggior parte - 
pagheremo noi. Può far leva, per darsi una copertura etico-politica, sulla convinzione diffusa che la crisi provocherebbe gravi danni al Paese.
E così, per non aver battuto il ferro quand'era ancora caldo, Fini e le opposizioni si ritrovano con le mutande in mano. Il rischio che il Caimano salvi la pelle è reale. Ma grazie all'incapacità di FLI, UDC, API e PD nel trovare un accordo per riformare il porcellum, anche un'improbabile vittoria della mozione di sfiducia si trasformerebbe in una sconfitta: si andrebbe dritti alle urne con questa assurda legge elettorale. E i risultati ce li possiamo immaginare ... Ecco perchè anch'io, come la
Litizzetto, vorrei "vederli tutti all’inferno che spengono le fiamme col culo" ...

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